Malachìa 1,14b-2,2b.8.10; Salmo 130 (131); 1Tessalonicési 2,7b-9.13; Matteo 23,1-12
Accogliere amorevolezza
1. L’ammonimento di Gesù nel Vangelo è severo: non si compia l’errore di rivolgerlo a Scribi e Farisei o agli Annunciatori di oggi. La Parola non è rivolta ‘storicamente’ al passato o agli altri. Ognuno, in qualche occasione, ha giudicato e duramente ripreso altri. La Parola è, invece, per costruire un futuro migliore e, per essere migliore, diverso dalla attuale delittuosa storia.
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei». Troppe cattedre e troppi dottori fragili e futili. (altro…)
Apocalisse 7,2-4.9-14; Salmo 23 (24); 1Giovanni 3,1-3; Matteo 5,1-12
Beati
«Il mondo non ci conosce» come seguaci di Gesù Cristo. La motivazione non è la pochezza della nostra somiglianza; la risposta vera è nel testo biblico: «perché non ha conosciuto lui». Si ‘sanno’ notizie di Gesù Cristo: non basta e non rende contenti. Si è chiamati a testimonianza, non a dare risposte logiche.
Il testo biblico non è pessimista: chi segue Gesù Cristo, Crocefisso e Risorto è «una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua». (altro…)
Èsodo 22,20-26; Salmo 17 (18); 1Tessalonicési 1,5c-10; Matteo 22,34-40
«Ma io vi dico»
1. «Fu detto»:
«Occhio per occhio e dente per dente. Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico». Non esistono contrasti tra la Legge ed i Profeti dell’A.T e gli scritti del N.T. In A.T. manca un testimone autorevole, Gesù Cristo, Parola fatta Carne. Gesù Cristo non è venuto a distruggere: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare pieno compimento», rendere completa, nella persona umana, l’immagine somigliante di Dio.
In A.T. era adombrata una osservanza della Legge piena e generosa. Era praticata, invece, una osservanza esteriore: se tagli una mano a me, ne taglio una a te (magari due!). (altro…)
Isaìa 45,1.4-6; Geremia 29, 4-14; Salmo 95 (96); Tessalonicési 1,1-5; Matteo 22,15-21
Guardarsi negli occhi
Il Signore Gesù «Non guarda in faccia a nessuno», ma fissa gli occhi negli occhi e giunge al cuore. Nel soffio leggero del silenzio parla a tutti i fedeli e parla severo e deciso a chi, capace di uccidere il fratello, domanda se «è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare». Costoro si meritano l’ira del Signore: «Ipocriti».
Il pensiero di Gesù prosegue: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»; ma cosa è di Cesare?! (altro…)
Isaìa 25,6-10°; Salmo 22 (23); Filippési 4,12-14.19-20 Matteo 22,1-14
Esigenza di festeggiare la vita
All’antico corteo di matrimonio, come ad altre feste, accorrevano familiari e vicini. Non era importante il dono, costituito da povere cose. Stupisce che dell’invito del re «che fece una festa di nozze per suo figlio, quelli non se ne curarono».
Ognuno pensa ai «propri affari». I problemi siano riservati ad altri. Che non vengano a disturbare la ‘mia’ pace.
«Altri, poi, prendono i suoi servi, li insultano e li uccidono». (altro…)
Isaìa 5,1-7; Salmo 79 (80); Filippési 4,6-9; Matteo 21,33-43
Cantico d’amore sono la Parola e il Pane
«Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna».
La vigna del Padre genera un cantico d’amore sia che il vino che ne proviene sia buono che non buono. Il canto per il vino non buono è pur esso canto d’amore, ma dura è la parola del Signore verso chi non vuole accogliere la Parola. Signore, «Tu ti mostri puro con il puro e ti mostri astuto col perverso»; «dal perverso non ti fai ingannare». La scaltrezza e l’astuzia sono utili al vino buono – ingenuo per non lasciarsi ingannare. (altro…)