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Levìtico 13,1-2.45-46; Salmo 31 (32); 1Corìnzi 10,31 – 11,1; Marco 1,40-45
Miracoli e Segni
Il miracolo è, generalmente, una guarigione, manifestazione della potenza divina di Gesù. Si è abituati a cercare miracoli e, talvolta, non si sa nemmeno chi è Gesù! Eppure ci si dice cristiani! Si invoca Dio per avere miracoli, poco importa del messaggio della Parola. Ricorrere a Gesù unicamente per ottenere miracoli è un grave errore. Ognuno esamini se stesso se loda Dio perché compie miracoli e lo bestemmia nelle disgrazie. Si vivrebbe la relazione con il Signore come fosse un contratto: io osservo la legge, accendo una candela, tu mi dai miracoli.
Davvero basterebbe un Gesù così?
Il Vangelo narra che Gesù dopo aver compiuto un miracolo si rivolge al guarito e «ammonendolo severamente, sdegnato, lo cacciò via subito». Come spiegare questo atteggiamento di Gesù che aggiunge: «Guarda di non dire niente a nessuno»?
A Gesù interessa la Parola più dei miracoli: lo cacciò perché attirava attenzione sul miracolo, non su ciò che il miracolo annunciava. Lo cacciò perché non aveva compreso il significato di quel che era accaduto: chi non vuole comprendere la Parola inserita nel miracolo «se ne starà solo, abiterà fuori» della Città di Dio.
Gesù compie Miracoli e Segni e rifiuta il miracolo che rimane ‘dono’, ma non diviene ‘Segno e Parola’: «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna».
Un Segno rimanda a un significato; è strumento di rivelazione della persona di Gesù che porta oltre i confini umani ed aiuta a comprendere il messaggio di Dio, la sua Parola: Gesù manifesta la sua Gloria!
Cos’è la Gloria? È l’immagine che ognuno vorrebbe che gli altri avessero di sé; è il modo con cui vorrei essere conosciuto. Gesù, per mezzo dei Segni, dà accesso al suo mistero, rivela il suo volto: «Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome»: credi tu questo?».
«Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
«Fratelli», ricordate per la vostra vita: «sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio». «Non siate motivo di scandalo alla Chiesa di Dio». Impegnatevi «così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza. Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo».
Il guarito ha compreso soltanto il miracolo e la Legge e Gesù ordina: «Va’ a mostrarti al sacerdote e offri quello che Mosè ha prescritto».
Gradualmente, il guarito inizia a comprendere il valore dell’accaduto e «si mise a proclamare e a divulgare il fatto»: il Miracolo in lui diviene Segno di testimonianza «tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti».
Il Segno è sempre efficace: «e venivano a lui da ogni parte». Gesù annulla ogni separazione e distanza ed aiuta a scorgere in chi soffre l’immagine della misericordia del Padre.
«Beato l’uomo nel cui spirito non è inganno»: il suo peccato sarà portato dalle spalle di Gesù nella fiducia che il Miracolo in lui divenga sempre Ascolto della Parola.
(didon)